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La leggenda narra che in un tempo lontano, un re di nome Fravort, abitasse la cima del monte che ancora oggi porta il suo nome. Un uomo con grandi capacità e straordinari poteri in grado di mantenere l’equilibrio tra gli elementi della natura.

Fravort fu il padre rispettato di 4 figli, Cupro, il maggiore, aveva capelli rosso rame, volto tormentato e occhi severi. Sidero, il secondo, carattere duro come il ferro, aveva occhi e capelli scuri, era particolarmente forte e di volontà indomabile.
Il terzo, Cobalto, portava già dalla nascita capelli color dell’acciaio ed era potentemente collegato con l’astro lunare. Infine, vi era Ocra, la più giovane, bellissima ed estremamente empatica nei confronti dei fratelli. Con loro viveva il cugino di nome Auro, boccoli d’oro, occhi splendenti, giramondo, benefattore dei popoli insegnava loro le tecniche di estrazione dell’oro.

Consapevoli dei loro poteri, spinti anche dalla pressione di Cupro, i 3 fratelli decisero di annunciare al padre il loro desiderio di andare in giro per il mondo e portare a tutti le ricchezze del loro sapere e la gioia di vivere. Cupro diffuse quindi le arti e creò splendenti utensili domestici, Sidero insegnò a costruire attrezzi per la casa e il lavoro, Cobalto infine rivelava ai guaritori alcune utili ricette per salvaguardare la salute e preservare il benessere.

Col tempo però i fratelli si lasciarono contagiare dalla malvagità degli uomini e, lontani dal controllo e dalla supervisione del loro amato padre, portarono discordie, guerre, calunnie e inimicizie. Soprattutto Cupro, sopraffatto dall’invidia nei confronti del cugino Auro, migliore di lui in ogni cosa, affinò l’arte dell’imbroglio portando disordini nel mondo. Sidero passò molto presto a costruire strumenti di guerra e armi affinché chiunque potesse usufruirne; Cobalto cominciò ad insegnare l’arte della preparazione di veleni e di virus che portarono presto orrori e paure.

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L’evoluzione degli eventi e le vibrazioni negative scatenate dai fratelli vennero percepite da Ocra che si dimostrò subito sofferente e si chiuse in sé stessa.

 

Tale atteggiamento allertò il Re Fravort che, preoccupato di non ricevere più notizie dei suoi figli, decise quindi di pregare il Vento, suo fido messaggero, di cercarli e di sapere loro notizie. In capo a pochi giorni il Vento tornò e, scuotendo la foresta, raccontò cose terribili dei tre giovani, riferendo dei lutti e delle lacrime versate che essi avevano seminato nel mondo. Il vecchio Fravort, pregò quindi il Vento di tornare indietro e di comandare ai figli il ritorno immediato.

 

 

Tornati al monte i fratelli vennero accolti dall’ira e dalla delusione del loro padre che, con immenso strazio, fu costretto a sentenziare la loro condanna a morte. Ma le suppliche di Ocra, la diletta figlia, fecero mutare la pena nel carcere a vita. Pertanto, furono rinchiusi in una profondissima grotta sotterranea a piangere per sempre i loro misfatti. 

Questa situazione scosse profondamente Ocra che per esprimere solidarietà ai fratelli, credendo fermamente nella loro redenzione, chiese di essere anch’essa rinchiusa in una grotta vicina, poi rinominata la Caverna dell’Ocra, dove trascorse gran parte del suo tempo a piangere. Dalle sue lacrime nacque una fonte d’acqua sorgiva minerale leggera che ancora oggi esprime la purezza dell’anima di Ocra. 

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Re Fravort, colpito dal gesto della figlia, comprese che non tutto era perduto e che la redenzione dei figli avrebbe potuto rappresentare un monito di rinascita per il genere umano. Da allora, tutti i giorni allo scoccare della mezzanotte, il Re scende a visitare i figli prigionieri e porta loro notizie del bene operato a favore di chiunque si sia affidato alle loro segrete proprietà.  Questa presa di coscienza commosse a tal punto i fratelli che il loro pianto fu subito talmente copioso da dare vita ad un ruscello sgorgante dalla montagna, nei pressi della loro prigione.

Lo scoprirono alcuni minatori dalle carni piagate e dal corpo macilento per il troppo lavoro e troppi digiuni. Lavandosi in quelle acque, si accorsero che le piaghe si rimarginavano, che la salute rifioriva. La fama superò ben presto la cresta dei monti, le anguste vallate e si diffuse nel mondo.

 

Quell’acqua miracolosa fu portata a valle, dove nacquero le Terme di Levico. Qui, ogni anno, migliaia di persone cercano la salute perduta e benedicono i prigionieri del monte che, piangendo il male compiuto in gioventù, ridonano le gioie della vita a chi non aveva neppure speranza!